Se vuoi che le tue emozioni lavorino per te, anziché contro di te, ecco ciò che devi sapere.

Quei crampi allo stomaco. Le mani che sudano per la tensione. Il mezzo metro che ti separa da terra quando sei felice. O quel ruggito inatteso di rabbia. Quante volte ci hai fatto i conti a casa o al lavoro?

Hai mai pensato a questi messaggi del tuo corpo e della tua mente come a informazioni a tua disposizione?

  • le emozioni sono informazioni!

Queste manifestazioni fisiche ti stanno dicendo qualcosa di molto importante su di te. Ti stanno dicendo come stai, cosa ti fa stare bene e cosa no, cosa è coerente con i tuoi valori, e cosa no. Ci hai mai pensato?

Purtroppo in pochi hanno ricevuto una vera e propria educazione emozionale e così facciamo fatica ad interpretare questi segnali e decodificarli.

Quello che manca, spesso, è proprio l’alfabetizzazione emotiva, la capacità di distinguere le nostre emozioni le une dalle altre e di dare a ciascuna il suo nome.

Questa capacità è il fondamento dell’intelligenza emotiva.

L’intelligenza emotiva, secondo Six Seconds.org, network di ricerca globale sull’intelligenza emotiva, è la capacità di riconoscere le emozioni, “navigarle” (ovvero stare con l’emozione che si sente senza doverla necessariamente reprimere o controllare) e cogliere le informazioni che le emozioni ci danno su noi stessi e sugli altri, per prendere decisioni quanto più possibile efficaci.

L’intelligenza emotiva, come descritta nel modello di Six Seconds, basato sul lavoro di Peter Salovey e J. Mayer, comprende più competenze, che riguardano anche la gestione di se stessi e la ricerca del significato personale. La prima buona notizia è che:

  • l’intelligenza emotiva si può misurare

Esistono diversi strumenti per effettuare questa misurazione: il SEI Assessment, ad esempio, è uno strumento validato psicometricamente e predice il 55% della performance generale della persona, definita come compresenza dei seguenti fattori di successo: efficacia, relazioni, qualità di vita, benessere.

Le ricerche effettuate per sviluppare questo strumento, effettuate a livello internazionale su più di 75mila compilazioni, dimostrano che:

  • l’intelligenza emotiva è correlata alla performance generale della persona

Cominci a comprendere quanto possedere queste informazioni può impattare sulla tua competitività personale o sulla competitività della tua organizzazione?

Ed ecco la seconda buona notizia:

  • l’intelligenza emotiva si può sviluppare

Il punto di partenza di questo processo consiste nell’acquisire consapevolezza del proprio livello di intelligenza emotiva.

Il SEI assessment, che ho già portato ad esempio, può essere uno strumento utile a questo fine.

Una volta che avrai acquisito consapevolezza di quali competenze emotive rappresentano punti di forza e quali rappresentano aree di miglioramento, potrai iniziare ad allenare la tua intelligenza emotiva, concentrandoti, anche con il supporto di un coach, sui tuoi obiettivi di sviluppo e di crescita.

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Se vuoi saperne di più sull’intelligenza emotiva e il SEI assessment, puoi scrivermi tramite Linkedin oppure all’indirizzo: rossella.fava@gmail.com