Il coach…. questo sconosciuto! Negli Stati Uniti è una professione oramai consolidata da trent’anni a questa parte, mentre in Italia si è affermata solo  di recente perciò vediamo anzitutto chi è il coach e per cosa è stato creato, per arrivare a dire poi cosa non può fare.

Come esempio su cui ragionare ecco una bella immagine di Tony Robbins, il mio modello preferito di coach: trovo che Tony esprima al 100% tutte le caratteristiche di un coach.

La prima: Il coach ti ispira.

 

Non importa se lo ascolti, leggi ciò che scrive, se osservi il suo sguardo.Comunque ne trarrai ispirazione, un’ispirazione potente, una forte spinta a realizzare il tuo potenziale: il coach ti dà una prospettiva diversa su ciò che ti sembrava ovvio, riesce a farti vedere quello che prima non vedevi, ti accompagna in un mondo in cui ogni cosa sembra funzionare diversamente, perfino te stesso!

Il suo atteggiamento, il suo modo di rispondere alla vita è il primo segnale che ti fa intuire la sua capacità di leggere diversamente la realtà: “oh-oh, qui c’è qualcosa sotto, questo qui vede cento colori dove io vedo un grigio indistinto, ma che occhiali usa? Ehi posso bere anche io ciò che ha preso quel signore?!”.

Già! Il coach TI ISPIRA: è profondamente etico, ottimista, accogliente.

Solamente chi ha imparato il potere di un aiuto sincero e disinteressato prova la gioia più profonda della vita: il vero appagamento. (A.Robbins)

Ma coach si nasce o si diventa? La professione di coach è una vocazione laica irresistibile, che conduce a saper vedere nelle persone oltre ciò che esse stesse vedono in sé e a saper dare supporto e incoraggiamento. Ma coach non si nasce, si diventa. E come ogni professione richiede una preparazione tecnica specifica, spessore umano e pratica. Occorre tempo, pazienza, studio e un lavoro su se stessi faticoso e costante.

La principale differenza tra un coach ed un altro essere umano risiede nel fatto che il coach sembra consapevole delle ragioni per cui il padreterno ci ha dato due orecchie e una sola bocca, infatti il coach attribuisce alla capacità di ascolto un primato assoluto tra le proprie competenze.

E così, sebbene appaia oramai sconfessato che l’uso potenzi l’organo, al coach, quello bravo, spuntano presto in aggiunta alle orecchie due lunghe antenne affusolate capaci di captare qualsiasi genere di onda comunicativa presente nell’ambiente in cui si muove.

A cosa servono le antenne?! Servono a te, che intendi rivolgerti al coach per realizzare il tuo pieno potenziale e i tuoi desideri: ti aiuteranno a sentire meglio le tue emozioni, a mettere a fuoco i tuoi obiettivi, a cercare le tue risorse personali per la realizzazione e il successo.

Il coach professionista è formato e preparato per aiutarti a capire cosa vuoi davvero per te ed accompagnarti a realizzare ciò che desideri, lasciando nelle tue mani la piena responsabilità di ogni scelta e della direzione complessiva che intendi seguire. Il coach non può (e non vuole!) darti consigli: piuttosto fa in modo che ogni soluzione, ogni scelta, ogni cambiamento emerga da te, che la tua consapevolezza si accresca fino a generare azioni differenti rispetto al passato, creando un futuro diverso, un altro te.